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S.Egidio e l’Arci contro la schedatura dei rom

«Diamoci la mano, non le impronte». È questo lo slogan scelto dalla Comunità di Sant’Egidio per una manifestazione che sarà promossa in risposta all’eventuale avvio del rilevamento delle impronte digitali dei bambini nei campi nomadi di Roma, gia iniziato nel napoletano. Infatti la settimana scorsa in un campo rom nei pressi di Napoli è partita in via sperimentale la schedatura etnica voluta da Maroni e dall’ commissario straordinario per l’emergenza rom della città partenopea. Etnia e religione. Ci sono anche questi due campi nelle schede utilizzate per il censimento degli zingari residenti appunto nel campo nomadi in provincia di Napoli. Il fatto è «fortemente discriminatorio», ha affermato il presidente della comunità Marco Impagliazzo nella conferenza stampa di giovedì mattina, sottolineando: «Noi sappiamo che la guerra in ex Jugoslavia è scoppiata solo dopo le identificazioni etniche, cioè dopo che si era stabilito chi erano i serbi, chi erano i bosniaci e chi erano gli altri. E cito questo – ha proseguito – per non richiamare l’identificazione degli ebrei». Impagliazzo ha poi mostrato la copia di una «carta antropometrica di identità»: un documento utilizzato dal regime di Vichy nella Francia occupata per identificare i nomadi molto simile alla scheda utilizzata dal «commissario delegato per l’emergenza insediamenti comunità nomadi nella regione Campania».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76832

July 8, 2008 Posted by glaflicli | Uncategorized | , , , | No Comments Yet